Recensione “La ragazza di Bube” di Carlo Cassola

Mara,

fanciulla coraggiosa,

che sai soffrire in silenzio.

Mara,

se ti avessi incontrato prima,

ti avrei fatto le più infuocate profferte d’amore.

Ma tu sei di un altro;

ed io ti rispetto troppo per dirti << Ti amo >>.

Perciò dico addio al sogno,

dico anche a te:

<< Addio fanciulla >>. 

 

Salve a tutti amici lettori!

Oggi vorrei parlarvi di un romanzo che a me ha sinceramente colpito ed emozionato come non accadeva da anni. Si tratta infatti di “La ragazza di Bube” scritto da Carlo Cassola, ispirato ad una storia vera, un romanzo che è definito da molti un capolavoro della letteratura contemporanea italiana, che ha suscitato, negli anni della sua pubblicazione, emozione ma anche numerose polemiche. Ho letto questo romanzo tutto in un fiato, in un solo pomeriggio: ho seguito il consiglio di Matteo Fumagalli di YouTube, che con la sua recensione mi ha conquistata, e sono corsa subito in biblioteca a prenderlo. L’attesa della conclusione, la disperazione di Mara per il suo amore, il magone del processo, le lotte che come donna affronta la protagonista, la forza e la determinazione del suo carattere… mi ha decisamente convinto che sia uno dei romanzi più belli che abbia mai letto.

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Ma veniamo subito alla trama: La storia offre uno sguardo del tutto nuovo e personale agli anni della resistenza partigiana, lo sguardo di Mara, che è appunto la protagonista, che altro non chiede che vivere la propria gioventù con le frivolezze, le libertà, gli eccessi e gli amori di una sedicenne di campagna e con pochi mezzi. La storia è ambientata in diversi piccoli paesini dell’Appennino toscano, all’epoca delle lotte partigiane. Mara è una ragazzina sciocca, frivola, che pensa solo al modo per far ingelosire la cugina Liliana con la sua bellezza, vuole essere invidiata da tutti per le sue facili conquiste e per il suo apparire bella e dai modi sfacciati. Mara vive però in una famiglia difficile: il padre e il fratello sono attivi partigiani, le loro condizioni economiche non sono delle migliori, la madre non le dimostra troppo affetto preferendo il fratello, che sfortunatamente rimarrà ucciso durante una delle sue lotte politiche. Per cui Mara si sentirà spesso sola ed emarginata, e cercherà sempre di attirare l’attenzione. Nell’Italia del dopoguerra, le idee e il valore dei partigiani, non trovano una facile via d’uscita, per cui durante la storia la famiglia di Mara e Mara stessa, si troverà sempre a camminare sul filo del rasoio. Bube, un ragazzo partigiano compagno del fratello morto di Mara, si presenterà alla porta della famiglia, e subito verrà accolto dal padre di Mara che cerca informazioni sulla caduta del figlio. Da questo incontro nascerà una vera e propria storia d’amore che toccherà l’anima del lettore, che sarà il centro del romanzo e che aiuterà la formazione e la crescita di tutti i personaggi. L’agonia che ho provato leggendolo non è stata pari neanche al giallo più avvincente… (dovevo assolutamente sapere come finiva!) La scrittura è molto scorrevole e semplice, e questa semplicità ci avvicina ancora di più all’ambiente e alle mentalità dell’epoca, ci fa sentire quasi amiche di Mara, spettatori inermi di una storia reale e ingiusta. I dialoghi mi sono piaciuti moltissimo, perché estremamente reali,( cioè voglio dire, come altro dovrebbero parlare i contadini se non così??) I personaggi, e Mara soprattutto, matureranno e si evolveranno rapidamente, crescendo profondamente insieme alla storia, anche se la nostra protagonista sarà condannata all’attesa e al dolore. La vera protagonista della storia che ha ispirato Cassola, è Nada, è morta a 85 anni nel 2012, che non smise mai di lottare per il suo Bube, da cui ebbe poi anche un figlio, per dimostrare la sua versione della storia. Sicuramente sarà ricordata come una delle donne più appassionate forti e determinate del tempo. Metto qui il link dell’articolo che parla di lei.

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2012/05/24/news/e_morta_la_ragazza_di_bube_nada_85_anni_ispir_cassola-35820929/

Un vero e proprio romanzo di formazione insomma, e, come avrete capito, caldamente consigliato.

Se avete voglia di un’avvincente storia d’amore ma non solo, che vi faccia commuovere e appassionare, questo è il romanzo giusto per voi, un concentrato di agonia pura in sole 260 pagine. Buona lacrime cari readers!

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Letture di Gennaio

Quindi lei, signor Nakata, deve pensare che anche se non saper leggere è dura, e porta tanti problemi, nella sua vita ci sono altre cose. Cose che, anche se non sa leggere, solo lei riesce a fare. E’ questo che deve pensare. Ad esempio, lei sà parlare con le pietre, no?                        -Si, è vero. Nakata riesce un pò a parlare con le pietre. Prima sapeva parlare pure con i gatti.                                                                                                                                                                      -Questa è una cosa che solo a lei riesce. Una persona normale, anche se legge tutti i libri del mondo, non sarà mai in grado di parlare con le pietre e con i gatti.                                        -Sa, signor Hoshino, da qualche tempo Nakata sogna spesso. E in questi giorni che Nakata sa leggere. Non capisce come, ma ha imparato a leggere, e non è più stupido come adesso. E’ felice, va in biblioteca e legge un sacco di libri. Che cosa meravigliosa è leggere, pensa nel sogno. E legge un libro dopo l’altro. Però all’improvviso nella stanza la luce si spegne e tutto diventa buio. Qualcuno ha spento la luce. Non si vede niente. Nakata non può più leggere. A quel punto mi sveglio. Anche se è solo un sogno, leggere la scrittura, leggere i libri, è meraviglioso.                                                                                                                                       – Però!- esclamò Hoshino – Io so leggere, ma non leggo mai un libro. Nel mondo qualcosa non funziona. 

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Salve a tutti readers!!!

Dopo un’assenza leggermente prolungata, oggi ho deciso di parlarvi delle mie letture di questo primo mese dell’anno. E’ stato abbastanza proficuo come mese, complice il freddo gelido e il sofà che mi attirava sempre più a lui, per cui ho letto ben 4 libri nuovi (5 se aggiungiamo il pasticcere del re, di cui ho già fatto la recensione) e un libro l’ho riletto dopo diversi anni. Quindi, cominciamo subito!

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I primi due libri che ho letto sono di una famosissima serie, ossia Harry Potter. Come avevo anticipato nei miei buoni propositi, quest’anno volevo dedicarmi a questa famosissima saga che finora per diversi motivi ho sempre snobbato, ma visto lo stupendo cofanetto che ho ricevuto a Natale, e complice anche le letture un pò più pesanti di questo mese, verso la fine di Gennaio avevo voglia di leggerezza e questi libri sono stati una vera piacevole scoperta. Credo, dopo questa mia esperienza, che non si è mai troppo grandi per leggere Harry Potter. Non è una saga per soli bambini e ragazzi, ma è una vera e propria saga di formazione, in cui crescere insieme ai personaggi e vederli diventare pian piano sempre più adulti e consapevoli, il tutto contornato da un mondo a cui a tutti fa piacere tornare alla fine della giornata. Quindi mamme, nonne, sorelle maggiori, leggete Harry Potter!! ne rimarrete piacevolmente sorprese delle meraviglie che si celano in questi libri, amerete Howartz fin dal primo momento e tornerete per un pò ad usare la fantasia. La scrittura è scorrevole, facile e veloce, divertente e umoristica, le storie intrecciate alla perfezione e i personaggi, che all’inizio sembrano statici (Harry l’eroe, Hermione la saputella, Ron lo sfigato dai capelli rossi, Piton il cattivo ecc..) si evolvono già da un libro all’altro, facendoli diventare estremamente umani e reali. La forza di questi romanzi sta prima di tutto nello smisurato talento della Rowling, ma anche nella sua immaginazione, nel sul modo di raccontare, nei suoi dettagli e del fatto che non ha creato una saga fantasy nel vero significato del termine, ma è molto di più. Sono diventata anche io una fan della saga, e la continuerò sicuramente con piacere anche perché… è già sul mio comodino il terzo libro!

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A inizio mese invece, ho letto per il gruppo di lettura di Jo, il buio oltre la siepe di Harper Lee, e questo è stato anche il classico del mese.

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Trama: la storia è raccontata interamente da Scout, una bambina che vive nell’Alabama negli anni 20, figlia di Atticus, uno stimato avvocato della piccola cittadina dove tutti sanno tutto di tutti. Quest’ultimo, è incaricato della difesa d’ufficio di un afroamericano accusato di aver violentato una ragazza della cittadina; Atticus ne riuscirà a dimostrare l’innocenza, ma questo verrà comunque condannato a morte. E’ un romanzo di razzismo ma non solo, visto dal punto di vista di una bambina testarda e che scandalizza tutti per i suoi comportamenti ribelli e poco femminili, e ci fa vivere con l’ironia e con domande infantili una storia realistica e discriminatoria.

Dalla trama questo libro mi ispirava moltissimo, tanto che desideravo leggerlo da tempo, visto che tutti me lo consigliavano. Ma vi dirò, dopo questa lettura sono rimasta molto perplessa e delusa, ne avevo sentito parlare benissimo, ma ahimè, sono stata diversi giorni dopo la sua fine, senza riuscire a cominciare a leggere nient’altro, perché non capivo se il libro mi era piaciuto o no e in cosa mi aveva deluso. Ho fatto fatica a farmi prendere dalla storia perché mi sembrava lenta e monotona, piena di dettagli quotidiani ma insignificanti, mi sembrava di essere al margine della vicenda, cioè che mentre i fatti seri accadevano tra gli adulti, il punto di vista della bambina mi teneva da parte, perché essa andava avanti a raccontare le sue sciocchezze e questo mi ha decisamente irritato. Come se stessi dentro la storia ma non riuscissi a captarla, ad entrarci nel vivo, perché questa bambina testarda non mi faceva vedere cosa succedeva in casa. Purtroppo non sono riuscita ad immedesimarmi in Scout, e gli unici momenti che mi sono piaciuti sono state le lunghe chiacchierate che faceva col padre la sera e quando finalmente per breve tempo si è parlato del processo. Ho trovato l’arguzia, la malizia e l’intelligenza di Scout un pò troppo sopra le righe per una bambina di otto anni, forse se la storia fosse stata narrata da Atticus, sarebbe stata sicuramente più interessante e priva di particolari frivoli. Ci vuole un bel pò per entrare nel vivo della storia, perché al processo non si fa riferimento spesso, e questo mi ha resa impaziente, perché nel frattempo non succedeva nient’altro di interessante! Sicuramente i tempi affrontati sono stati, in primis il razzismo che caratterizzava fortemente quelle zone a quell’epoca, ma è anche una storia di bullismo, ingiustizie sociali, di famiglie monogenitoriali, di amicizia. Insomma, anche se a me non ha entusiasmato, lo consiglio comunque, perché so che a mia è un’opinione fuori dal coro. Riporto però una citazione che mi ha colpito:

“Se non dovresti difenderlo, perché lo fai?”                                                                                        “Per vari motivi” disse Atticus. ” il principale è che se non lo facessi non potrei andare più in giro a testa alta, non potrei rappresentare l’Assemblea legislativa dello stato e non potrei nemmeno dire a te o a Jem: fa questo e non fare quello.”                                                “Vuoi dire che, se non difendi quell’uomo, Jem e io potremmo no darti più retta?”                   “Più o meno.”                                                                                                                                         “Perché?”                                                                                                                                                             ” Perché non potrei pretenderlo da voi. Vedi, Scout, a un avvocato succede almeno una volta nella sua carriera, proprio per la natura del suo lavoro, che un caso abbia una ripercussione diretta sulla sua vita. Evidentemente è venuta la mia volta. Può darsi che a scuola tu senta dire cose orribili di questa faccenda, ma se vuoi aiutarmi devi fare una cosa sola: tenere la testa alta e le mani a posto. Non badare a quello che ti dicono, non diventare il loro bersaglio. Cerca di batterti col cervello e non con i pugni, una volta tanto… E’ una buona testa, la tua, anche se dura ad imparare!”                                                                                  ” Atticus..vinceremo la causa?”                                                                                                                   ” No tesoro.”                                                                                                                                                       “Ma allora, perché … ”                                                                                                                                   ” Non è una buona ragione non cercare di vincere per il semplice fatto che si è battuti in partenza.”

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Per riprendermi dal dubbio di questo romanzo,ho riletto Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. E’ uno dei miei libri preferiti, per cui avevo bisogno di riprendermi dal blocco e tornare per un pò a casa.

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Con Orgoglio e Pregiudizio la Austen ci racconta la storia delle cinque sorelle Bennet, una famiglia con ben miseri mezzi, e dei loro amori e delusioni, che con il suo stile sobrio ed elegante riesce a portarci per intero nell’incantevole mondo della campagna inglese del Settecento.

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Jane, la più grande delle cinque sorelle, è una creatura angelica, virtuosa e buona, non riesce a pensare e a dire male di nessuno, e tra tutte è la più dolce e bella. Lizzy invece, la secondogenita, è la vera protagonista del romanzo: ribelle e amante della natura, della libertà e del ballo, sogna un amore smisurato, che è l’unica ragione che potrebbe indurla a sposarsi. Mary, invece è la pecora nera della famiglia: silenziosa e bisognosa di attenzioni, è la più bruttina, è legata profondamente alla religione e alla ragione, e non trova conforto in nient’altro. Le ultime due sorelle, Kitty e Lidia, sono le più giovani, ma anche le più frivole e stupide ragazze del Paese (come ci fa notare ironicamente loro padre) che finiscono con mettere in ridicolo tutta la famiglia ovunque vadano. La loro vita quotidiana viene sconvolta con l’arrivo del nuovo vicino: il signor Bingley, uno scapolo ricco molto ambito, un ragazzo elegante e di buone maniere, naturalmente scapolo. La signora Bennet, che altro pensiero non ha che di maritare le sue cinque figlie, cerca di fare di tutto per imparentarsi con questo gentile vicino. Ma non si sarà bisogno, perché Bingley viene subito, dal primo incontro, folgorato dalla bellissima Jane, che timidamente accoglie le sue lusinghe e se ne innamora perdutamente. Ma il patrimonio diventa subito un ostacolo… Jane e i Bennet sono poveri e cominciano una serie di peripezie per le giovani sorelle. Con il signor Bingley, arriverà in visita anche il signor Darcy, suo leale amico, proprietario terriero di una nobile famiglia inglese, ancora più ricco di Bingley, ma non ugualmente propenso a trovar moglie. Esso infatti è orgoglioso e sprezzante, con modi affrettati e per nulla cordiali, rifiuta di ballare con Lizzy, che ne rimane terribilmente offesa, e da tutti viene disprezzato e rifiutato. L’orgoglio di Darcy è solo una maschera che il gentiluomo è costretto a portare? Il pregiudizio che affliggerà Lizzy e la sua famiglia verso di lui per tutto il libro è uno sbaglio o corrisponde davvero al suo carattere?

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“Mi ha pienamente convinta che il signor Darcy è senza difetti. E’ lui che lo confessa senza infingimenti.”                                                                                                                                                   ” No” rispose darcy ” non ho avuto questa pretesa. Ho mancamenti quanto bastano ma non sono , spero, mancamenti dell’intelletto. Quanto al mio carattere, non lo garantisco. Credo che sia troppo poco arrendevole, certo troppo poco per i comodi del mondo. Non so dimenticare presto, come dovrei, le sciocchezze e i mancamenti degli altri né le offese fatte a me. I miei sentimenti non si esaltano al minimo sforzo che si faccia per metterli in moto. Il mio carattere potrebbe essere detto un carattere risentito. Persa una volta, la mia stima è persa per sempre.” 

Jane Austen è stata forse la scrittrice più perfetta tra le donne, e questo romanzo è il suo capolavoro indiscusso. Vi è ironia, divertimento, romanticismo , ma è una storia sempre attuale e ricca di significati. Se anche voi, come me, siete a tratti inguaribili romantiche, questo è il libro che fa per voi! Ci sono poi ben tre film/ serie Tv che riproducono la magia del romanzo; il mio preferito è la miniserie della BBC del 95 con Colin Firth (Come non amarlo nei panni di Mr Darcy???) perché è più lungo e quindi ricco di dettagli che sono presenti nel libro, molto ma molto fedele al romanzo, ma anche la versione film del  2005 è molto buona, e una Keira Knightley appena ventenne nei panni di Lizzy è sublime.

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Ultimo libro, finito a dire il vero qualche giorno fa è stato Kafka sulla spiaggia di Murakami.

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Trama: E’ la storia  di un ragazzino di 15 anni, Tamura, molto determinato e maturo per la sua età, che è in fuga dal padre famoso, che gli ha lanciato addosso una terribile maledizione, e di Nakata, un anziano signore che dopo un incidente è ritornato ad essere molto infantile, ma che ha l’animo buono e gentile, e che riesce a parlare con gatti e pietre. Le loro storie sono storie parallele e che si completano perché entrambi fuggono dallo stesso quartiere di Tokyo. E’ un romanzo surreale e reale al tempo stesso, entrambi i personaggi principali vivono nel presente ma sono profondamente legati al passato, infatti il romanzo ci interroga spesso sul peso e sul significato dei ricordi. Sia Tamura che Nakata sono alla continua ricerca di se stessi, vivono nell’inquietudine, e in pieno stile orientale Murakami lascia vagare la fantasia del lettore con “un finale non troppo finale”come mi piace definirlo, perché lascia spazio all’immaginazione del lettore, l’autore non tiene conto del tempo e dello spazio, trascinandoci in un universo parallelo fatto di sogni che sembrano reali e che producono conseguenze reali e metafore, che accompagnano tutto il romanzo tramite molte riflessioni e molte citazioni filosofiche. Esso passa dalla tragedia greca, con il complesso edipico che colpirà Tamura, all’horror, con l’uccisione dello squartatore di gatti Jonny Walker, che si nutre dei cuori pulsanti dei gatti ancora vivi, alla narrazione erotica, tramite numerosi sogni proibiti del quindicenne, che descrive nei minimi particolari sensazioni e gesti durante le relazioni sessuali, alla favola quasi infantile con il vecchio Nakata che parla del più e del meno con i gatti nei parchi, al thriller, con la misteriosa “svenuta” di una classe di bambini in gita scolastica, al romanzo psicologico con interessanti interpretazioni dei sogni, alle grandi domande filosofiche sulla vita. E’ un libro dove non esistono distanze né confini in nessuna sorta. Come ho letto su un’articolo, “quello che affigge Murakami è un tema ricorrente nella tragedia greca. L’uomo che non sceglie il proprio destino, ma ne è scelto.”

Il mio primo libro di quest’autore, confido che non sarà l’ultimo. Kafka sulla spiaggia mi ha lasciata perplessa in diversi punti, mi ci è voluto un pò per finirlo, perché non ne vedevo il senso, non ne vedevo la conclusione né un filo logico negli eventi, ma poi mi sono accorta che il bello era proprio questo. Lo stile di Murakami ti lascia da subito interdetta perché è difficile per noi occidentali entrare su questa lunghezza d’onda, tutti i fatti si svolgono spesso senza spiegazioni, tutto è lasciato intendere ma mai confermato, Murakami non darà mai una risposta certi a tutti gli interrogativi che i personaggi si pongono. Si passa da un tipo di narrazione all’altra e si rischia di perdersi tra tutto questo surreale, dando luogo a spaesamenti che spesso ti fanno chiedere : “Perché lo sto leggendo?” Ma nonostante questo, ero curiosa di sapere come si concludeva, e sono felice di averlo finito, perché è stata un’ottima lettura. Ragion per cui lo consiglio vivamente a chi cerca una lettura non troppo leggera, ma scorrevole, su cui però fermarsi a più riprese, per assaporare bene il senso del libro.

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Alla prossima cari, buonanotte!

Recensione–> Il pasticciere del re – Anthony Cappella

” Mi pare esistano due tipi di amore: l’amore che ci capita e l’amore che incoraggiamo. L’amore che ci afferra senza che lo vogliamo è fisico, come una malattia, e proprio come una malattia ci indebolisce. E’ un amore che ferisce, perché si basa sul bisogno di possedere qualcuno invece che sull’affetto o sul rispetto. Ma l’amore che incoraggiamo – che due persone scelgono di coltivare insieme – cresce, giorno dopo giorno, cominciando da piccole cose. E’ come un fuoco che può essere alimentato per cucinare i cibi e riscaldare la casa, ma al quale non è permesso di divampare fino a bruciare la città intera, come il grande incendio di Londra. Però è un amore che non si costruisce da soli, bisogna essere in due. ” 

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Salve a tutti readers!

Oggi sono qui per farvi la mia recensione settimanale di questo splendido romanzo che mi ha accompagnata durante la prima settimana dell’anno. Come già sapete, sono molta affezionata a questo autore, di cui ho già recensito il libro “ Il profumo del caffè” . Nonostante questo suo secondo libro mi sia piaciuto tanto, non lo ritengo all’altezza del primo, che mi è parso con più contenuti e un pò meno lento. Ma cominciamo subito col raccontarvi la trama.

Ambientato nel 1670 e tratto dai veri diari ritrovati di recente di Louise De Kérovaille, amante di re Carlo II, questo romanzo intreccia le storie proprio di questa dama con quella di Carlo Demirco, il pasticciere di Versailles. Carlo e Louise, inizialmente dama di corte in Francia, hanno un compito ben preciso: insediarsi nella corte inglese di Carlo II e ricondurlo sulla retta via del suo antico legame con Parigi. L’autore è un abile narratore e intreccia gli eventi storici con i vizi della corte dei re in modo meraviglioso. Un romanzo delizioso e appagante, come dice la copertina, ma anche interessante dal punto di vista della storia dei gelati e sorbetti. Il finale non è stato per nulla scontato anzi, mi ha lasciato abbastanza soddisfatta perché non troppo irreale. Anche se, da lettrice appassionata di dettagli e descrizioni, mi aspettavo e avrei voluto più descrizioni dell’ambiente e delle abitudini della corte, le caratteristiche e i tratti dei personaggi sono state delineate abbastanza bene. I tratti di Louise sono decisamente quelli di una dama forte e coraggiosa, sicura di sé e priva di scrupoli, esattamente come dovevano essere le donne a corte a quel tempo: manipolatrici accanite, smaniose di potere e compiacenti sottomesse. L’umanità e la fanciullezza di Louise vanno pian piano svanendo durante la storia, da ostinata ma integra ragazza nobile con un carattere deciso e ribelle, ad amante del re, che nelle sue mani delicate tiene in scatto non solo il re ma anche i dignitari di corte, piegandoli alla guerra e alle sue idee. Una vera e propria macchina di fascino che diventerà priva di sentimenti.

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Al contrario del nostro pasticcere italiano Carlo, che sogna una vita migliore scappando dalla bottega del suo padrone con tutti i suoi segreti sul ghiaccio. Anche lui si evolve come personaggio, da ragazzo libertino e futile a intellettuale e abile professionista dei gelati, ricercato e acclamato in tutta Europa, ma che rimarrà un ragazzo semplice, dall’animo buono e cristallino, offuscato anch’egli dalle donne potenti e astute che lo circondano. Demirco riuscirà a trovare la sua strada alla fine, dopo aver attraversato il buio e l’amarezza della vita.

Due delle cose che più ho adorato di questo romanzo sono sia il cambio di punto di vista dei personaggi, la storia raccontata in contrapposizione tra Carlo e Louise, ma soprattutto le introduzioni agli inizi dei capitoli di Carlo riguardanti le ricette e i procedimenti dei suoi dolci e che introducono quello che preparerà nel capitolo. Ve ne riporto qualcuna.

“Per preparare un gelato alla fragola: prendere trenta fragole grosse belle profumate, affettatele e tagliartele a cubetti, poi passate al setaccio: aggiungete una tazza di zucchero, e una pinta di latte di mucca denso; mescolate bene mentre congelate. Non serve nient’altro, ma potete guarnirlo con un poco di menta o di pepe bianco a piacere. “

“Una semplice crema al limone è il gelato più raffinato, e si confeziona facilmente considerato che gli altri sono di riuscita incerta.”

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Insomma, tutto sommato un libro consigliatissimo per una lettura leggera ma soprattutto per tutti quelli che hanno una passione per la pasticceria e vorrebbero approfondirne le origini, senza però troppa serietà, ma facendosi accompagnare dai nostri protagonisti per nulla noiosi e scontati.

Grazie per l’attenzione e alla prossima settimana!

Tiriamo le somme!! Buoni propositi libreschi per il 2017

 

Qualunque cosa siate
Se non potete essere un pino sulla vetta del monte,
siate un arbusto nella valle,
ma siate il miglior piccolo arbusto
sulla sponda del ruscello.

Siate un cespuglio,
se non potete essere un albero.

Se non potete essere una via maestra,
siate un sentiero.

Se non potete essere il sole, siate una stella;
non con la mole “vincete o fallite”.

Siate il meglio di qualunque cosa siate.
(Douglas Malloch)

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Salve readers!!!

Probabilmente arrivo un pochino in ritardo rispetto al web, ma ho deciso di fare un elenco dei miei buoni propositi libreschi e non per quest’anno.

Parto col dire che non ho mai fatto nulla del genere, non solo perché è il mio primo anno da blogger, ma anche perché non mi sono mai presa la briga di scrivere degli obiettivi da raggiungere, forse perché non volevo mettermi ansia o fretta da sola, o forse perché metterli per iscritto nero su bianco mi obbligava anche ad andare a riguardarli alla fine dell’anno e tirare le somme. Quest’anno però ho deciso di superare questo pensiero, cambiare e affidare i miei buoni propositi ad un atteggiamento positivo! Perché dovrei nascondere le mie buone intenzioni? perché mettermi fretta?? Perché dovrei sentirmi in colpa se per una volta mi dico “non ce la faccio”? perché dovrei stare male se non mi riesce qualcosa che posso continuare a perseguire anche l’anno futuro? La vita è adesso! Quindi, mi son detta, propositi realistici e raggiungibili, niente cose impossibili o troppo grosse, ma piccole cose , piccoli passettini che mi faranno guadagnare il sorriso e la voglia di vivere ogni giorno.POST-IT-ok.jpg

Ma prima, vorrei dedicare comunque due righe all’anno che è appena passato. Prima di sapere dove si vuole andare, secondo me, bisogna prima sapere da dove si parte. Il 2016 per me è stato un anno di grandi cambiamenti, e anche se sento intorno a me tanta gente che si lamenta, per me il 2016 non è stato un anno da buttare. Ho trovato un lavoro e l’ho mantenuto, ho ridimensionato la mia idea di fatica, ho trovato ambienti accoglienti e stimolanti professionalmente, ho comprato la macchina, (erano anni che ne volevo una tutta per me!) ho fatto un solo viaggetto all’estero col fidanzato (Palma di Maiorca) ma che è stato meraviglioso, ho intrapreso amicizie di cui ancora adesso sono molto grata e ho iniziato un percorso alimentare e di allenamento che mi ha portato a grandi risultati. Certo, i dolori e gli affaticamenti, le cadute e la negatività non sono mancati. Ma nonostante tutto, riassumendo, la parola d’ordine di quest’anno è stata sicuramente PERSEVERANZA! Ho perseverato nel lavoro, negli affetti, ho creduto in me stessa più di altri anni e ho imparato grandi cose. Ho letto molti libri, non quanti avrei voluto certo, ma in questo 2016 tante letture mi sono rimaste nel cuore e ho scoperto nuovi autori.

Allora, i miei buoni propositi riguardanti i libri sono:

  • Leggere almeno 50 libri. (prometto di tenere il conto!)                                                                                                                     Tra cui almeno 7 classici. Non ho frequentato il liceo da adolescente, quindi in fatto di grandi libri di letteratura ho molte carenze, e spesso quando sento parlare di libri o leggo articoli, mi rendo conto che a questa cosa c’è sicuramente rimedio.. leggerli adesso! Insomma, non si apprezzano più in età adulta che in adolescenza certi libri/autori?
  • Leggere almeno un libro in INGLESE. Ho comprato ben 4 libri in lingua quest’anno, e mai e poi mai mi sono resa conto di avere la forza di aprirli e cominciare a leggerli. Sono troppo spaventata di non capire, di andare a rilento, di lasciarlo li incompiuto… di non avere il livello d’inglese necessario! Ma quest’anno ho intenzione quanto meno di provarci… potrebbe essere una sorpresa anche per me!
  • Leggere almeno 3 fumetti/ grafic novel. E’ un area per me del tutto sconosciuta, non ho mai letto fumetti, neanche da bambina. E non saprei proprio dire perché, perché l’idea mi incuriosisce, per cui quest’anno ci proverò. Anzi se avete dei consigli per cominciare…dite pure!
  • Cercare di approcciarmi di più alla fantascienza. Sono del tutto ignorante su questo tema. Quando entro in una libreria non mi sento attratta dalla sezione fantasy, forse ho anche un pò di pregiudizi in merito.. ma come faccio a dire che una cosa non mi piace se non la provo? Sono del tutto ignara anche della saga di Harry potter e questo certo non mi fa onore.
  • Leggere i libri in fermo in libreria. Un quarto dei libri che posseggo già non li ho ancora letti, e facendo un pò il conto ho capito che potrei stare mesi interi senza comprare un solo libro che ne avrei a sufficienza almeno fino all’estate. Quindi la mia buona intenzione sta nel leggerli senza rimandare troppo.
  • Comprare massimo 5 libri al mese. Ecco, questo per me è un gran problema. Adoro i negozi dell’usato e quando ci vado ne fuoriescono prima venti libri e poi io dietro, per non parlare delle nuove uscite in libreria, le promozioni da Feltrinelli o i libri in promo su Amazon o Libraccio. Datti un limite Anna!
  • Scrivere almeno un post alla settimana sul blog. Questa è una cosa a cui devo stare particolarmente attenta: Adoro scrivere sul blog e devo farlo almeno una volta alla settimana. Mi rilassa e mi fa star bene, tante persone che conosco mi fanno i complimenti, quindi è assolutamente uno spazio da coltivare e far crescere.

Altre cose a cui tengo particolarmente sono sicuramente completare il percorso di perdita di peso iniziato e questo sono sicurissima mi costerà molta molta fatica.

Completare la mia formazione lavorativa, non precludermi nulla, aprire le braccia a tante altre possibilità, imparare e lasciare che altri mi insegnino tante nuove cose che mi faranno sicuramente diventare migliore e più umile.

Fare attività fisica senza pressioni, non solo per sfruttare appieno il mio abbonamento in palestra, ma andarci anche solo per scaricare lo stress, sentirmi meglio con me stessa, staccare la spina… anche qui cimentarmi in corsi nuovi (Per esempio, Spinning!!)

Fare anche quest’anno almeno un bel viaggetto all’estero.

Uscire di più con le mie amiche e in generale dedicare più tempo a coltivare le amicizie.

Andare a teatro almeno una volta al mese.. è una grande passione scoperta da pochi mesi.. perché non coltivarla?

Sicuramente sforzarmi di contenere le spese e risparmiare di più (Parola finora sconosciuta nel mio vocabolario)

Mi piacerebbe poi tanto fare un corso base di pasticceria al di fuori del lavoro..anche uno piccolo ed economico, ma che mi lasci qualcosa!

Lavare la macchina più spesso… su questo non sono per nulla brava.

E in conclusione…. convivenza si o convivenza no?? Questo sarà l’anno in cui abbandonerò il nido?? Chissà!

E i vostri buoni propositi quali sono?!?!?

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Alla prossima!

Le letture del mese di Dicembre

Nonnino Inverno, che mi racconti
una fiaba tutta candore
chi t’ha messo nel vecchio cuore
tanti sogni, tanta poesia?
Chi t’ha insegnato a ricamare
di bianche trine gli alberi spogli
a disegnare fiori di gelo
a far cadere fiocchi dal cielo?
Hai un mantello ch’è senza pari
proprio tessuto dalle tue mani
soffice, lieve, immacolato
in esso celi le cose e il prato,
i colli e i monti, poi me lo presti
e io vi affondo in allegria.
Oh nonno Inverno, chi t’ha racchiuso
nel vecchio cuore tanta poesia?

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Salve a tutti readers e tanti tantissimi auguri per una buona fine ed uno splendido inizio!

L’assenza dal blog è stata decisamente lunga, ma nel periodo delle feste è stato per me MOOOOLTO complicato gestire il tempo lavorativo, familiare e organizzativo per le feste.

Spero di farmi perdonare parlandovi delle (ahimè) poche letture di questo frenetico mese.

Ovviamente, come ogni buon letture, anche io in prossimità del Natale ho avuto voglia di leggere libri natalizi, per la precisione ben due che credo di avervi già accennato nel post precedente: Canto di Natale di Charles Dickens e Miracolo in una notte d’inverno di Marko Leino. Purtroppo avevo ordinato da Libraccio altri libri di Natale, ma sfortunatamente l’ho ricevuto soltanto due giorni fa, a causa di problemi logistici del corriere, per cui dovrò rimandare queste letture al prossimo anno. Ma..cominciamo subito!

CANTO DI NATALE – CHARLES DICKENS

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E’ il libro del Natale per eccellenza! Mi dispiace di aver avuto la possibilità di leggerlo per la prima volta solamente quest’anno, ma devo dire che i classici non deludono mai. Le atmosfere natalizie che si vivono durante il racconto sono molto suggestive e descrittivamente splendide, Scrooge non è sicuramente il personaggio “tipo” che piace ai bambini nei racconti, perché è un anziano molto avaro, egoista, senza amici né familiari (tranne uno) e completamente dedito al lavoro e al sacrificio. Solo e pieno di rabbia rifiuta il Natale nel modo più assoluto e non riesce a comprendere coloro che lo festeggiano. Come ho già detto, è il mio primo libro di Dickens e nonostante lo stile di scrittura non troppo scorrevole e veloce, il libro si legge molto volentieri, anche perché breve. A Scrooge viene mostrato il Natale di persone che, pur vivendo in povertà, riesce a gioire delle piccole cose, della gioia della famiglia, e questi incontri cambieranno il suo modo di vivere il Natale e ancora meglio la vita, imparerà ad approcciarsi alle persone serenamente e senza pregiudizi, ci insegnerà che tutti possono migliorare e alimentare il proprio spirito con valori nuovi, ci fa toccare con mano la possibilità di liberarsi dalle catene rappresentate dall’avidità e dall’aridità d’animo. Dickens scrisse questo libro con il desiderio di coinvolgere grandi e piccini, attraverso descrizioni commuoventi, per risvegliare sentimenti come l’amore fraterno, il rispetto degli altri, la capacità di apprezzare le piccole cose e riflettere su quello che abbiamo. Nel corso del racconto, Scrooge vive mutamenti interiori che lo portano a voler cambiare e ciò nasce un pò dentro di noi il giorno del 25 Dicembre. Anche se l’ambientazione non è precisa perché fa riferimento solo ad un paesino inglese, il periodo storico è la rivoluzione industriale: infatti si notano le differenti condizioni economiche tra la classe borghese e quella inferiore, costretta a lavorare in condizioni umili. Dickens vede nella classe media una classe egoista e senza scrupoli, disinteressata e incapace di godersi davvero la vita. E questo suo racconto vuole anche essere un invito per queste persone, per farli convertire nel giorno della rinascita e della felicità. Sono descritti meravigliosamente il clima festoso, pieno di buonumore, fratellanza e serenità in contrapposizione con la casa vuota e fredda di Scrooge, con la cattiveria e l’egoismo, la noncuranza del nostro protagonista che rifiuta tutto ciò che lo può rendere di buon umore! Quanti di noi si sentono un pò Scrooge?? E’ stato un libro per me splendido che mi ha fatto ritrovare l’aroma del Natale.

“Divenne così un buon amico, così un buon padrone, così buon uomo, come se ne davano un tempo nella buona vecchia città, o in qualunque altra vecchia città o paesello, o borgata nel buon mondo di una volta…”

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MIRACOLO IN UNA NOTTE D’INVERNO – MARKO LEINO

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“La paura della perdita è una componente dell’amore. Non puoi evitare i sentimenti per tutta la vita perché sei in preda alla paura. se non hai il coraggio di amare o di farti amare, non stai neanche vivendo.” 

E’ stato il mio libro speciale del mese, perché mi ha accompagnata anche durante un triste viaggio. Mi ci sono particolarmente affezionata perché è arrivato in un periodo della mia vita non proprio sereno ma che è stato ulteriormente aggravato dal periodo natalizio. Mi ci sono affezionata prima di tutto perché è stato un regalo di mia sorella, ma soprattutto perché anche io sono stata Nicolas per qualche giorno: sopraffatta dalla perdita di una persona cara, una bambina smarrita ma che cerca comunque di ritrovare la gioia attraverso il Natale, che mai come quest’anno è inteso come una rinascita dello spirito, un nuovo punto di partenza. Credo che ogni anno crescendo, noi tutti siamo soggetti a cambiamenti, più o meno consapevoli, e che di conseguenza anche il nostro Natale cambi con noi. Io non credo che lo spirito e l’atmosfera festosa del Natale rendano ancora più tristi le persone che soffrono: è vero che tutti non fanno altro che parlare di regali, decorazioni e cene , ma io ho sempre visto questo giorno come il posto dedicato ai ritrovi con le persone a cui vogliamo bene ma a cui non dedichiamo abbastanza tempo durante l’anno. Nicolas è un personaggio pieno di difetti: è caparbio, ama la solitudine, è poco socievole, è diffidente, a tratti egoista e troppo legato ai ricordi, ma proprio questo lo rende più umano e credibile. Questo romanzo ci narra la storia della vita di Babbo Natale, dalle sue origini alla sua fine, è una storia piena d’amore vero, intensa e sempre attuale appunto perché la storia dell’uomo più famoso del Natale non è scontata né senza colpi di scena, né senza sincera sofferenza e gelido dolore, potrebbe essere la storia di qualsiasi uomo. Le sfumature di questo romanzo sono bene delineate, piene di particolari: mi è piaciuto molto il modo di descrivere la “vera” professione del protagonista, ovvero il falegname, ho adorato il personaggio burbero e misterioso di Isak, le descrizioni del clima, dei gelidi manti di neve, del bosco d’inverno e dei laghi ghiacciati, ti portano davvero nell’estremo Polo nord, dando la possibilità al lettore di calarsi sul posto appieno. Mi ha ricordato la mia tanto amata Svezia, dove spero di ritornare ancora una volta. Insomma, un libro consigliassimo anche da “sintetizzare” a voce per raccontarlo ai bambini e rafforzare la magia del Natale.

UN CASO COMPLICATO PER EMMA HOLDEN – PAUL PILKINGTON

Dopo un pò di storie natalizie, qualche giorno fa avevo voglia di qualcosa di diverso, quindi mi sono dedicata ad un giallo. Ho preso questo romanzo in e-book sul Kobo perché la Newton Compton qualche settimana fa scontò tutti i suoi e-book a 0.99 centesimi per cui ne ho approfittato e ho fatto un pò di scorta.

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TRAMA: A qualche giorno dalle nozze, durante l’addio al celibato, il futuro sposo di Emma Holden scompare. Non solo Dan è sparito senza lasciare tracce, ma suo fratello è stato picchiato a morte e ora è in coma. Non essendoci altri indizi, i sospetti ricadono tutti su Dan. Emma però si rifiuta di pensare che il suo fidanzato possa aver commesso un atto così vile, violento e inspiegabile. Quando le foto di Emma vengono pubblicate da tutti i giornali scandalistici però, la donna capisce che c’è qualcosa di familiare e terrificante in quelle immagini, l’antica eco di un terribile segreto rimasto sepolto per anni, che sembra in qualche modo collegare il suo problematico passato con il suo pericoloso presente. E man mano che passano i giorni, Emma dovrà capire di chi si può fidare davvero: della sua famiglia, dei suoi amici o di Dan?

Devo ammettere che i primi capitoli non mi sono sembrati per nulla buoni perché troppo contorti e pieni di informazioni che mi hanno creato confusione più di una volta. Ho fatto fatica a seguire la storia all’inizio perché spesso i capitoli erano molto brevi, cambiavano punto di vista in continuazione e non si capiva neanche di chi stessero parlando.. Essendo un caso davvero complicato ho trovato eccessivi tutti i flashback presenti e tutti i cambi di personaggi descritti, almeno all’inizio. Infatti stavo per abbandonare la lettura di questo libro, anche perché contemporaneamente sto leggendo anche “Una stanza piena di gente” che non è per nulla un libro leggero, che seriamente mi sta facendo venire un blocco del lettore. Ma tornando al libro descritto, dopo mi sono ricreduta, perché a parte la confusione iniziale, dopo la storia ha preso una piega interessante e tutto sommato mi è piaciuto. Infatti ho letto più di metà del libro in una sola notte, visto che ero curiosa di sapere come finiva. Mi piace anche perché l’autore ha trattato di problemi seri e attuali come lo stalking, la fiducia verso l’altro e la forza della famiglia. Quindi se dovessi consigliarlo decisamente sì, se sarete pazienti e clementi all’inizio.

Buona serata carissimi!

Christmas Book Tag

“Una vigilia di Natale di molti anni fa, me ne stavo tranquillo nel mio letto. Non muovevo le lenzuola, respiravo lentamente senza fare rumore. Aspettavo di udire un suono, un suono che secondo un mio amico non avrei mai sentito: le campanelle della slitta di Babbo Natale!”

Dal film Polar Express

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Buongiorno a tutti readers!

Dopo un’assenza più o meno prolungata dal blog, (in questo periodo sono stata giù dai nonni, una mia cuginetta ha celebrato un fantastico matrimonio, ho lavorato tantissimo e sono sempre in giro per cene di Natale varie) rieccomi qui con un’interessantissimo Book Tag che ho visto in giro sui vari canali di YouTube e che mi piacerebbe tantissimo replicare.

Domanda numero 1.

Inverno: freddo, guanti e sciarpa. Un libro con una trama invernale.

Non ho avuti dubbi su quale libro scegliere, infatti pochi giorni fa ho ricevuto il mio secondo regalo di Natale da mia sorella, si tratta del libro “Un miracolo in una notte d’inverno” di Marko Leoni edito dalla Feltrinelli. Eravamo proprio in giro per i negozi io e lei quando dal bellissimo banchetto allestito per Natale della Feltrinelli ho visto da lontano questa copertina meravigliosa: è stato subito amore. Siccome non l’ho ancora letto vi trascrivo la trama:

Mentre giocano in riva al mare, due bambini trovano sul fondale una scatola di legno minuziosamente intarsiata, chiusa a chiave, ancora ben conservata. Quando la aprono, con l’aiuto del nonno, vi trovano un antico orologio da taschino e un biglietto ormai scolorito, sul quale è scritto: “Felice Natale, cara piccola Ada. Tuo fratello Nikolas.”pieno di stupore, il nonno ricorda una sorta di leggenda che aleggia sulla cittadina di Korvajoki, fin dai tempi in cui era un minuscolo villaggio di pescatori. Nikolas abita con la famiglia sulla piccolissima isola di fronte alla costa, quando una furiosa tempesta fa naufragare i genitori e la sorellina. Il bambino, a soli 5 anni, viene adottato da tutte le famiglie del villaggio e piano piano dimentica la paura, accetta l’amore e scopre nuove fonti di gioia. Immersa nelle magiche atmosfere del Nord, una fiaba per lettori di ogni età. Una storia perfetta che incanta, commuove, fa riflettere e sognare.

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Domanda numero 2:

Siamo a Dicembre: i giorni passano, l’attesa del natale sta finendo. Un libro che desideri di cui stai aspettando l’uscita.

Questa credo sia la domanda che mi ha messo più in difficoltà, perché leggo raramente saghe e quindi non attendo mai il libro successivo. E poi non mi piace cercare i libri che sono prossimamente in uscita, anzi, di solito li leggo dopo gli altri. Per cui intenderò questa domanda come “il libro che stai aspettando di leggere”. Proprio ieri ho ordinato i due libri che vorrei tanto poter leggere durante le feste e sono “Racconti di Natale” della Alcott (che fa sempre Natale) e “Vita e avventure di Babbo Natale” di Baum, nelle due nuove e bellissime edizioni della Garzanti. Non sono super natalizie?

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Domanda numero 3:

Un ricordo di Natale. Un libro che ti riporta indietro negli anni.

La passione per la lettura, strano a dirsi, mi è sorta proprio nel periodo natalizio: ero una studentessa della prima superiore, appena trasferita nel freddo e nebbioso nord Italia, per cui avevo bisogno di occupazioni che mi facessero viaggiare senza uscire di casa                      ( purtroppo patisco molto il freddo e il brutto tempo) e che mi permettessero di starmene un pò in solitudine a prendermela col mondo intero. Così mi capitò tra le mani una vecchia edizione di “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen. L’ho letta in soli tre giorni. Io, che non avevo mai finito un libro in tutta la mia vita, sono rimasta folgorata da questo romanzo. E dopo essermi innamorata perdutamente di Mr Darcy, sono diventata una vera e propria fan della Austen. Per cui il ricordo più bello di Natale che posseggo legato ai libri è proprio questo: io sul mio divano letto, la mia nonnina che mi rimboccava le coperte e i fiocchi di neve che scendevano dalla finestra, i primi che avessi mai visto nella mia vita. Grazie Jane per aver reso possibile tutto ciò.

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Domanda numero 4:

All I want for Christmas is you. Qual’è il libro che desideri di più trovare sotto l’albero.

Prima vi accennavo al secondo regalo già scartato quest’anno, ma non vi ho svelato il primo: il cofanetto completo con la saga di Harry Potter. Erano diversi mesi che lo sognavo in bella mostra sulla mia libreria, anche perché non ho mai letto i romanzi, (in biblioteca erano sempre introvabili) finché il mio ragazzo non si è presentato con questo regalo tanto atteso. Quindi ragazze, che dire, sono fortunata!!

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Ma un’altra trilogia che mi piacerebbe ricevere, perché mi piacerebbe da matti leggere i libri prima di vedere i film è “Miss peregrine- la casa dei bambini speciali” … Meglio nominarla, non si sà mai!!! ihihih

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Domanda numero 5:

Dolci di Natale, uno tira l’altro. un libro da cui è impossibile staccarsi.

Anche se c’entra un pò poco col Natale, dei libri che ho letto nel 2016 che ritengo inserire in questa categoria, sono sicuramente quelli scritti da Stieg Larsson. Lo so che sono vecchiotti e che probabilmente arrivo dopo, ma “Uomini che odiano le donne” per me è stato un giallo interessantissimo, che mi ha tenuta sveglia fino all’alba. Nonostante l’ampia mole (sono più di 650 pagine) è stato molto scorrevole e la storia della famiglia Vanger è stata una rivelazione. La storia tratta della scomparsa della nipote del vecchio e potente industriale Henrik Vanger, di cui da molti anni nessuno ha più traccia. Ma l’evento  strano che scatena la curiosità dei familiari è che ogni anno arriva puntuale un dono anonimo, che rende inquietante la vicenda. Per cui entra in scena l’investigatore Blomkvist, che con l’aiuto di Lisbeth Sander, una giovane hacker, scopre risvolti spaventosi nella storia della famiglia Vanger. E’ un giallo che ci fa molto riflettere sul dramma delle donne ma allo stesso tempo è una storia molto contemporanea e umana. La consiglio a tutti gli appassionati e non.

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Domanda numero 6:

A Christmas Carol. Il tuo classico preferito e uno che desideri leggere.

Dopo ovviamente Orgoglio e Pregiudizio, il mio classico preferito è “Ragione e Sentimento” sempre di Jane Austen. La storia narra della vita di tre sorelle, molto diverse tra loro, ognuna con il suo spirito e carattere. Nonostante vivano nel benessere dell’Inghilterra dell’800, si ritrovano in povertà quando il padre muore e il fratellastro non mantiene le promesse fatte al defunto padre sulla rendita da concedere alla seconda moglie e alle ragazze. Si ritrovano così a vivere in un piccolo cottage confortevole e comincia per le ragazze Dashwood una vita dura, fatta di rinunce e privazioni. Elinor, la più grande è decisamente guidata nelle scelte di cuore dalla ragione, ragion per cui non mostra subito i suoi sentimenti, ma soffre in silenzio da tutti, anche dalla sua famiglia, al contrario di Marienne, che dallo spirito vivace e libero, si getta tra le braccia di un affascinante ma mondano e egoista libertino che la deluderà, fino a farla esplodere. Le sorelle Dashwood insegnano molto, ed è secondo me un classico intramontabile.

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Uno dei classici invece che mi piacerebbe leggere il prossimo anno è ” Il buio oltre la siepe”, consigliassimo da tutti.

Domanda numero 7:

una tazza di tè, coperta e camino acceso. Un libro che ti riscalda il cuore.

“Uno, non toccare le lancette. Due, domina la rabbia. Tre, non innamorarti, mai e poi mai..”

Se proprio di cuore dobbiamo parlare, il libro adatto è ” La meccanica del cuore” di Mathias Malzieu. Devo decisamente recuperare tutti i libri di questo autore, perché è uno dei pochi scrittori che riesce, sotto forma di fiaba per adulti, parlare di temi importanti e forti, con un romanticismo e una fantasia che va oltre. Anche questo è un libro che ho letto quest’anno, circa durante l’estate, visto che era in promozione dalla Feltrinelli. Mi ha rubato il cuore la storia del piccolo Jack, tanto che dopo sono dovuta correre a vedere il cartone animato, che ha delle colonne sonore che ti fanno sognare ad occhi aperti, tutte in francese, e  dei dialoghi molto simili al libro. Riporto la trama perché secondo me è scritta molto bene:

Nella notte più fredda del mondo possono verificarsi strani fenomeni. E’ il 1874 e in una vecchia casa in cima alla collina più alta di Edimburgo il piccolo Jack nasce con il cuore completamente ghiacciato. La bizzarra levatrice Madeleine, dai più considerata una strega, salverà il neonato applicando al suo cuore difettoso un orologio a cucù. La protesi è tanto ingegnosa quanto fragile e i sentimenti estremi potrebbero risultargli fatali. L’amore, sopratutto. Ma non si può vivere al riparo dalle emozioni, e il giorno del decimo compleanno di Jack, la voce ammaliante di una piccola cantante andalusa fa vibrare il suo cuore più che mai. L’amore è dolce scoperta, ma anche tormento e dolore, e Jack lo sperimenterà ben presto. Intriso di atmosfere che ricordano il miglior cinema di Tim Burton, La meccanica del cuore è allo stesso tempo una coinvolgente favola e un romanzo di formazione, in cui l’autore, con scrittura lieve e punteggiata d’ironia, traccia un’indimenticabile metafora sul sentimento amoroso, ineluttabile nella sua complessità.

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Domanda numero 8.

Palline e decorazioni dell’albero di Natale. Quali sono alcune delle tue copertine preferite?

Tralasciando ovviamente il già citato cofanetto di Harry Potter, che fa decisamente la sua figura esposto in libreria, alcune delle mie copertine preferite che posseggo sono: “Grazie dei ricordi” di cecilia Ahern, molto allegro e colorato,  “Ritorno in Africa” di Joyce Poole, con questi elefanti (i miei animali preferiti) al tramonto sullo sfondo, “Il diario proibito di Maria Antonietta” di Juliet Grey , con un’immagine tratto dal curassimo ed elegantissimo film e “Un domani per i miei bambini” di Pace Kawonga, con questa stupenda bambina sullo sfondo dai bellissimi occhi profondi.

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Domanda numero 9:

Un libro che ti sei concessa e di cui avevi bisogno.

Libri di cui avevo bisogno??  Tutti hanno bisogno di libri per tirarsi su di morale! (ed io in special modo) ihihhi A parte gli scherzi, ieri ho finalmente ordinato su Amazon tutti i regali di Natale per la mia famiglia. Finché sono incappata in un’intrigante titolo: “Il pasticciere del re” di Anthony Capella, lo stesso scrittore di “Il profumo del caffè”, il libro che ho recensito poche settimane fa e che mi era piaciuto da matti. Così pensavo.. perché non farmi un regalo da sola?? E poi.. io sono una pasticceria, devo pur documentarmi sul passato della mia professione no?!? Vabbè, ogni scusa era buona sul momento, così senza pensarci due volte…l’ho preso.

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Domanda numero 10:

E’ nataleeeee! E’ tempo di scambi di regali. Un libro che regaleresti.

Non ho molte occasioni per regalare dei libri ai miei amici o conoscenti, per cui se a Natale decido di regalare un libro, devo essere sicura che rientri nei gusti della persona. Troppe volte mi sono illusa di regalare a mia sorella o fratello libri che piacevano a me e che pensavo potessero piacere anche a loro, ma poi non li toccavano nemmeno, per cui la lezione mi è servita. Io ovviamente regalerei carrellate di libri a tutti, per cui è difficile dover scegliere un solo libro. Alla fine ho deciso di rispondere alla domanda con ” Sai tenere un segreto?” di Sophie Kinsella. E’ un libro che ho letto da ragazzina, ma mi è rimasto impresso per come mi ha fatto ridere! Quindi si, ad una mia amica regalerei un libro divertente e spiritoso come questo. La storia racconta di Emma, una normale ragazza senza una vita troppo entusiasmante, che lavora come assistente in una importante multinazionale, e che durante il suo primo viaggio in aereo per lavoro, si fa prendere dal panico del momento e racconta tutti i suoi segreti più intimi al suo vicino di posto, un americano che l’ascolta divertito. Emma crede di non rivederlo più, ma il caso vuole che così non è, infatti dovrà sopravvivere e inscenare una commedia che porterà una vera scossa alla sua vita.

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Domanda numero 11:

Pranzo di Natale. tutti i parenti sono riuniti intorno alla tavola. Una famiglia che ti è entrata nel cuore.

Non posso che rispondere che la famiglia March di Piccole donne. L’ho riletto quest’anno molto volentieri, e devo dire che l’unione, la vivacità e la compostezza di questa antica famiglia suscita sempre in me delle reazioni speciali. Forse perché sono pochi i romanzi che trattano di famiglia, che ne fanno il tema centrale della storia, ed è altrettanto raro conoscerne di così belle nella realtà.

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Domanda numero 12:

Battaglia a palle di neve. Contro chi la faresti?

Ahahah questa è molto divertente. Io sinceramente la farei contro Rossella O’Hara di Via col vento. Rossella è decisamente una ragazza dispettosa, un pò egoista ed egocentrica, che non pensa nient’altro che al suo fascino, per cui a volte, durante la lettura del libro, ho provato compassione per i personaggi che le sono intorno, che la vogliono bene e la servono in modo devoto. Si, devo dire che mi ha indispettito parecchio, per cui gli tirerei una bella palla in faccia.

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Domanda numero 13:

Con chi vorresti capitare casualmente sotto il vischio?!?

Decisamente…il colonnello Brandon di Ragione e Sentimento. Poi, dopo la scomparsa di Alan Rickman, che ha interpretato il personaggio nel film, il colonnello mi è diventato ancora più caro. Grande Alan!

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Domanda numero 14:

Rudolph, la renna dal naso rosso. Nomina un personaggio che supera tanti ostacoli e che impara, nonostante la diversità, a credere in se stesso.

Ci sono moltissimi personaggi che si evolvono durante la storia del libro, ma che al tempo stesso restano fedeli ai propri principi e pensieri, rendendoli decisamente più accettabili agli occhi del lettore. Uno di quelli che mi piace di più è Jane Eyre, che smette di deprimersi sulla sua condizione di dipendente povera e brutta, quando scopre che il signor Ronchester è innamorato di lei. Cambia profondamente quando ritrova la sicurezza in se stessa, come tutte le donne dovrebbero fare!

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Domanda numero 15:

The Christmas song. La tua storia natalizia preferita.

Non passa Natale senza che io ritorni un pò bambina e non abbia voglia di vedere (e quest’anno anche leggere!!)  il Grinch. Resterà sempre uno dei miei classici film e libri preferiti, a cui non si può resistere! Perché in fondo tutti siamo un pò Grinch  no?

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Grazie per essere arrivati in fondo cari lettori!! Auguro a tutti voi che trascorriate delle feste serene e speciali, magari in compagnia di uno dei libri che ho citato!!!

Recensione”Il profumo del caffè” di Anthony Capella

“Non intendo limitarmi ad affermare che ogni storia d’amore sia diversa dalle altre. Invece, l’amore stesso non è fatto di un’ emozione sola, ma di molte. Proprio come un buon caffè odora, forse, di cuoio, tabacco e caprifoglio insieme, così l’amore è un misto di sentimenti diversi: infatuazione, idealismo, tenerezza, passione, bisogno di proteggere o di essere protetti …” 

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Salve a tutti readers!

in uno dei primi post pubblicati ho comunicato di aver preso due romanzi storici in biblioteca, per cui stasera sono qui per recensirne uno : Il profumo del caffè. Il libro è bello grosso (sono circa 525 pagine) ma… è da leggere tutto d’un fiato! Non sono ancora arrivata alla fine, mi mancano tipo 7-8 pagine, ma è difficilissimo separarmi da Robert ed Emily. Ho amato profondamente questo romanzo, tanto da chiedermi addirittura se acquistarlo per custodirlo nella grande famiglia della mia libreria..vedremo! L’ho letto in soli tre giorni (o per meglio dire tre notti) e mi ha preso tantissimo. Lo consiglio sicuramente a chi ha voglia di una storia che vada ben aldilà della semplice storia d’amore, che ha voglia di scoprire luoghi esotici, bellezze senza tempo, epoche di scoperte straordinarie, villaggi selvaggi e misteriosi, un libro che tratti del suffragio femminile, dell’economia agli albori della Borsa, di schiavitù e violenza, della libertà. Lo consiglio a chi ha voglia di imbattersi in personaggi strambi e senza scrupoli, come potrebbe essere il signor Pinker, ricco mercante di caffè, padre di Emily, sempre in cerca dell’ultima innovazione, d’ispirazione, con una voglia matta di modernità e brama di potere, o magari di Kiku, la guaritrice del villaggio africano, forte e leale verso il suo popolo, che ci affida i suoi pensieri sulla saggezza, le relazioni, ma soprattutto che ci fa ammirare il suo profondo rispetto per la natura. O magari Fikre, la ragazza misteriosa africana che inebrierà completamente il nostro protagonista, con il suo corpo agile e sinuoso, è una schiava astuta, passionale, che si vendica e gioca con i sentimenti di molti uomini, ma forte e decisa, perché crede nella libertà, nell’amore vero, che non si compra né comanda, e questo suo tratto ci aiuta un pò a perdonarla per le sue azioni spietate. Tutti i personaggi del libro, anche quelli secondari, sono stati ben definiti, ed hanno un ruolo ben preciso nella storia: l’autore infatti, non lascia nulla al caso, e fa di questo libro un intreccio perfetto. Non esistono personaggi scontati, di cambiamenti e risvolti sorprendenti questo romanzo è colmo ed è proprio questo che fa scorrere così bene la storia. Ovviamente l’ambientazione di fine 800 lo rende magico ai miei occhi: amo i romanzi storici ed amo ancora di più le eroine. Ed Emily Pinker è una vera eroina! A tratti severa, spigolosa, precisina, asociale, antipatica e moralista, ma è una vera combattente moderna, manifesta e sfila per i diritti delle donne, li rivendica con tutta la sua anima, fino a farsi rinchiudere in carcere. Coopera nell’azienda di famiglia con dedizione, promuovendo idee brillanti e realizzando progetti innovativi , è una donna intelligente e sveglia a cui sembra non mancare nulla, tranne la gioia di essere amata per quel che è. La storia comincia appunto con lei che spinge il padre, mercante inglese di caffè, ad assumere uno scrittore che l’aiuti nella sua impresa cioè poter creare una Guida universale che le possa permettere di classificare la qualità, la provenienza, il gusto, l’aroma, il profumo dei chicchi  di caffè… tutte cose che riescono benissimo al nostro squattrinato e superficiale poeta Robert Wallis. Diventa talmente bravo con le descrizioni che Pinker rimane sbalordito e lo assume. Così Robert ed Emily cominciano a lavorare insieme alla stesura della Guida. Robert è il tipico dandy da quattro soldi che sogna di fare il poeta, ama la bella vita, il sesso e le donne, non ha principi morali, non si interessa di politica e spende tutto quello che riesce a guadagnare in bei vestiti e accessori eleganti e costosi. Per Robert l’apparenza è tutto. E naturalmente questo cozza parecchio con la personalità di Emily, che è decisa, dinamica, indipendente, idealista e col tempo diventerà una vera suffragetta. Tra un caffè e l’altro, i due si innamorano, ma baci nascosti e effusioni segrete non rimarranno a lungo sconosciuti alla famiglia Pinker: quando il padre lo scopre decide di mandare Robert in Africa, dove dovrà dimostrare il suo valore di uomo nell’azienda di famiglia, e solo allora potrà sposare Emily. Robert partirà per anni alla volta del continente nero, dove dovrà avviare una nuova piantagione di caffè, ma quest’esperienza lo metterà a dura prova, scoprirà laggiù infatti i suoi veri sentimenti per Emily, incontrerà enormi delusioni e fallimenti, dolore e profonda nostalgia, nuove tentazioni e inganni, ma conoscerà anche amicizia dove non sperava di trovarla. Robert subirà profondi cambiamenti e non si potrà non affezionarsi e avere compassione di lui, perché si rileverà dolce, sensibile e di animo nobile. Un’altra cosa che ho amato di questo libro è come sia riuscito a trasportarmi nelle stanze londinesi in cui Emily e Robert sorseggiavano caffè, facendomi sentire profumi e aromi sulla lingua, adoro come sia riuscito a farmi percepire il vento ed il sole dei villaggi africani, dei campi di caffè, dei boschi… è stato facile innamorarsi di un libro così, ovviamente sorseggiando un buon caffè!

Vi saluto e vi auguro buona serata con una delle citazioni di questo stupendo romanzo.

“Un medico passò a chiederle quando era stata l’ultima volta che aveva mangiato. Glielo disse.

<<Stasera dovete cenare>> le intimò lui.

Scosse il capo. << Non lo farò. >>

<< L’alternativa sarà l’alimentazione forzata >>

<< Non collaborerò >>

<< Vedremo. Stando alla mia esperienza, quasi tutte quelle che parlano di sciopero della fame o roba del genere resistono solo un paio di giorni. Dopo, il corpo suggerisce loro di non essere tanto stupide.>> Anche lui se ne andò.

A cena – che in realtà era servita a metà pomeriggio- la guardia le chiese se avrebbe mangiato. Emily rispose di no. Al crepuscolo furono spente le luci. Lei si coricò, ormai in preda ai capogiri per la fame. Sotto i rumori di fondo della prigione sentì cantare. Era John Brown’s Body. Le parole erano diverse, ma le conosceva: era uno degli inni delle suffragette. In un impeto di gioia corse all’apertura della porta. Inginocchiandosi lì accanto, inclinò il capo per aggiungere la propria voce al coro che risuonava in corridoio.

Rise up women, for the fight is hard and long,

Rise up thousands, singing loud in battle song.

right is might, and in its strength we shall be strong. And the Cause goes marching on. “

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